25 settembre 2006

A proposito di libertà...

L'appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, da parte del co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, sulla libertà di poter morire, di ricorrere all'eutanasia, sta riaprendo un dibattito infinito su etica, coscienza, diritto alla vita, ecc...e, come in occasione del referendum sulla Legge 40 (fecondazione assistita), inizio a provare un enorme, incontenibile fastidio alle tante voci pronte a levarsi nella comprensione del dolore, ma senza che ci sia la minima apertura verso le REALI esigenzi di chi leva un grido di dolore. La si butta subito sul religioso, sul diritto alla vita che non ci apartiene, in realtà, ma è una specie di franchising fornito dai Piani Alti, da restituire intatto. Mi sta bene, anzi benissimo. Però, io non sono cattolico credente, per la verità non sono credente, preferisco definirmi ateo militante. e in quanto tale, non devo rispondere dei miei gesti a una divinità e/o a una legge superiore. Devo però pretendere che uno stato laico (Italia, per esempio) possa garantire, come da Costituzione, i miei diritti senza che debba fare una profesisone di fede o subire una conversione religiosa. L'eutanasia, come aborto e fecondazione assistita, appartengono alla sfera privata dell'uomo e non devono essere regolati secondo una sola linea "filosofica". Pretendo di essere rispettato se non credo, se chiedo di poter trovare mi permetta di scegliere che fare ed esigo che non ci sia il solito democristiano timorato di Dio, con amante e scheletri negli armadi, pronto a lanciarsi in una tremebonda reprimenda sulla mancanza di valori civili e umani, quando questi siano semplicemente differenti. qualche anno fa, alcuni esponenti del Movimento per la Vita degli Usa non rtovarono di meglio da fare, per contrastare l'aborto, che sparare ad alcuni ginecologi rei di praticarlo (per altro, in strutture sanitarie). Così, per evitare l'omicidio del feto, seccavano direttamente i medici. Credo che il rispetto possa esserci solo a fronte di una reale reciprocità. Ma fino a quando un ateo (e in Italia ce ne sono davvero parecchi) non avrà la possibilità di poter fare scelte davvero consapevoli, perché la legislazione non è poi così laica come dovrebbe, questo paese non potrà mai realmente definirsi CIVILE. A meno che non si cambi pelle e si accetti che aver 2 famiglie è immorale per i comuni mortali, ma così cool per i tanti parrucconi difensori delle altrui virtù e dei personali vizi...

Hasta la libertad!

Jordy

1 commento:

sVeVa ha detto...

Caro Jordy, innanzitutto HASTA LA LIBERTAD SIEMPRE! Questo è il punto più importante, poi come dire...la libertà quella "vera", conferitaci dalle varie carte, leggi, leggine et via dicendo, beh quella...è un concetto astratto.
Tanto più astratto, quanto più vicino a chi ha il potere (che non è vero che logora chi NON ce l'ha...vediamo come sono messi coloro che lo detengono e poi discutiamone). Chi ha il potere (lo detiene) lo utilizza naturalmente a PROPRIO favore (o a favore di coloro che possono - loro volta - fare dei favori...), sicché la naturale conseguenza è che la LIBERTA' viene snaturata e orrendamente mutilata...

"Molte sono le cose mirabili al mondo, ma l'uomo le supera tutte..." (frase attribuita a Platone).

Hasta siempre!