29 novembre 2007

Lavorare tutti, o almeno quasi...

Tempo, dall'ultimo post, è passato...Torno a scrivere per piacere, dopo essere stato sfruttato per qualche mese da un giornale che avrebbe dovuto pagare per i miei articoli e invece ancora un paio di mesi e finiva che pagavo io per lavorare....! E la precarietà del lavoro è un tema forte, in questi mesi di protocolli sul welfare e allarmi sociali. Pagine di giornali, ore di dibattiti in tv, ma ancora una soluzione cercasi...Eppure le soluzioni non sarebbero così complicate, per trovare una soluzione decente, alle migliaia di giovani e meno giovani, alle prese con cocopro e anche meno, incapaci di progettare non il loro futuro, ma la loro settimana. Io sono uno di loro e mi arrabbio perché sono anni che si parla, si parla, ma la situazione non cambia. Guai a dire che la legge 30 (impropramente chiamata Biagi) va cambiata. Altrimenti finisci per essere considerato fiancheggiatori di quei terroristi imbecilli e criminali fuori dal tempo. Ma forse, la realtà è che le modifiche alla legge renderebbero i lavoratori atipici più tutelati, magari meglio retribuiti, e quindi "non economici". Le imprese ci marciano da anni, chiedendo più flessibilità da parte dei lavoratori, per non essere costrette a esportare le produzioni in Romania e in Cina, dove i lavoratori si fanno sfuttare per quattro soldi e con il sorriso sulle labbra! Vero Montezemolo? Perché non c'è stata la flessibilità, da parte delle imprese, quando le università hanno cambiato ordinamento e il nuomero di laureati (fino a una decina di anni fa, il 30% del totale degli iscritti) è aumentato? Dove li mettiamo questi laureati? Call center? Risposta esatta! La settimana scorsa sono andato a un job-meeting con una cinquantina di aziende importanti presenti, pronte per conoscere neo laureati e giovani professionisti. Peccato che non ci fosse un'azienda con posizioni aperte, fatti salvi i fantastici stage aggratis...Ma sono i lavoratori che devono essere flessibili. Oltre i 90 gradi, però, ci si spezza la schiena...Mentre la politica finge di occuparsi del problema, senza fare granché, continuiamo con le denunce di ragazzi che non ce la fanno, di presunti bamboccioni che non hanno la possibilità di comprarsi la casa e che se ci provano, se la trovano scippata dalle banche perché non riescono a pagare il mutuo che la banca stessa ha consigliato a tasso variabile. Bertolt Brecht diceva: "il vero ladro non ruba in banca, la fonda", avrà avuto ragione? Sono arrabbiato, aspetto tristemente e sconfortato che si tocchi il punto più basso per vedere cambiare la situazione. Nel frattempo, informo che tra qualche anno, la depressione da precarietà sarà una malattia sociale con costi elevati. Se vogliamo aspettare che il 50% dei giovani si trovi in questa situazione....

1 commento:

Anonimo ha detto...

'Mizzega! Sei proprio... 'ZZATO nero! Comunque apprezzo sia il livello degl'interventi (giornali che pagano per gli articoli? Ah, ma ce ne sono ancora in giro?), sia la nuova interfaccia! Da' l'idea di blog giornalistico ...vai, vai e menali tutti! sVeVa