29 novembre 2007

Politicanti a tempo determinato

Mi lancio in una piccola riflessione politica, con suggerimento finale. Il punto di partenza è la legge elettorale, la "porcata", come l'ha autorevolmente definita il suo estensore, il leghista Roberto Calderoli. Scritta apposta per creare questo casino e inpedire che, una volta appurato che il centrodestra non avrebbe vinto, serviva a non far vincere il centrosinistra. E quasi ci riusciva...Ora è successo che la maggioranza più che risicata al Senato è stata innanzitutto minata da quel De Gregorio, ex Forza Italia eletto con l'Italia dei Valori (quindi centrosinistra) e prontissimo al salto della quaglia, non appena incastrato il suo sedere iperobeso nella "cadrega", la poltrona per i non milanesi. Subito dopo, sono apparsi i fantasmi del Trotzkismo italiano, ultimi reperti storici del passato secolo, che lottano per non essere sorpassati dal mondo e che si candidano al parlamento con formazioni di sinistra, interne all'Unione e pronte a governare. Bene questi signori Rosi e Turigliatto non vogliono stare al governo, ma fare l'opposizione. Al succitato De Gregorio, che si è fatto tosto il suo nuovo partitino, pagato con i soldi dei contribuenti, chiederei di avere rispetto dei cittadini che gli pagano lo stipendio e che gli hanno dato il voto per stare nel centrosinistra. Per piacere, DIMETTITI e vergognati! Ai due senatori di sinistra, chiederei di fare un passo indietro, non siete in grado di rispettare la disciplina di partito, valore forte dell'elettorato che dovreste rispettare? Bene, DIMETTETEVI! ma il meglio è di questi giorni, Lamberto Dini e un paio di amici suoi hanno deciso di sentirsi con le mani libere e tengono in scacco il Governo, con la minaccia diretta: o votate quello che volgiamo noi, oppure si cade. Mr Lambertow, sei stato votato nelle liste della Margherita ora confluita nel Partito Democratico. Non sei d'accordo con questa scelta? Legittimo. Non ti senti più parte della maggioranza legittima, insieme agli altri due senatori tuoi? Benissimo. Hai sentito il bisogno di fondare un nuovo partito (il terzo, il quarto? Quanti ne hai aperti e chiusi negli ultimi anni?) per dar voce ai liberaldemocratici? Ottima idea. Però, sei fuori dal mandato che i tuoi elettori ti hanno affidato con il loro voto. Se hai rispetto per loro, fai la cosa giusta: DIMETTITI! Perché il problema è che i politici di professione si sono abituati a fare i propri comodi, in nome proprio e con il voto dei cittadini, utili solo per la croce sulla scheda evidentemente. Per questo il mio suggerimento è per chi dovrà scrivere la nuova legge elettorale. Scrivete un comma breve e molto semplice: il parlamentare che lascerà il partito con cui è stato eletto o che verrà posto fuori dalla direzione perché fuori della linea, indicata dal programma elettorale, sarà immediatamente decaduto dalla carica. Se si vuole evitare frammentazione e ricatti di pochi parlamentari, questa è la strada. Sarebbe bello applicarla, ma può il condannato trasformarsi in boia di se stesso?

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